QL15 16 coperta copiaIl fine   politico dei fondamentalismi religiosi è conquistare il monopolio del potere sulle menti, sulle istituzioni, sui comportamenti individuali e collettivi. Essi pretendono di affermare il proprio credo come verità assoluta, pensiero unico; sostengono l'incompatibilità della propria con ogni altra  fede; mirano all'omologazione dei modi di vivere, alla sottomissione assoluta di tutti alla sovranità di chi si impone con la forza al vertice. È questo che lega palesemente tali orientamenti nel nucleo essenziale ai grandi e crudeli totalitarismi del Novecento (fascismo, nazismo, comunismo). I nuovi fanatici considerano come valori e principi perversi la libertà degli individui e delle collettività, il pluralismo politico e culturale, una concezione laica dei rapporti tra lo Stato e le religioni, il diritto dei singoli e dei diversi di non essere oppressi dai più forti.

Oggi ad essere il più profondamente dilaniato è il mondo islamico, che, diviso in correnti implacabilmente nemiche in nome dell'unico Dio cui tutte si appellano, fa rivivere le pagine più buie delle lotte civili e religiose scritte dall'Europa cristiana nei secoli XVI e XVII. Ma se i fondamentalismi islamici, contraddistinti dalla volontà di unire potere religioso e civile sottomettendo il secondo al primo, rappresentano le forme più estreme e cruente, ad essere colpiti dal radicalismo fondamentalista sono pure l'induismo, l'ebraismo, il cristianesimo e in alcuni casi persino il buddhismo.

Come contrastare i fanatismi politico-religiosi, come battersi contro di essi in nome non già dell'equivoco concetto di "tolleranza"(pur grande bandiera del passato, oggi però del tutto insufficiente) ma della piena "libertà" per chiunque di vivere in pace e come egli crede, di manifestare sulla scena pubblica la sua visione del mondo, religiosa o non religiosa? La soluzione, oggi come ieri, non può che essere una: la laicità.

E da sempre, quando la laicità cede il passo ai fondamentalismi religiosi, le prime vittime ad esserne colpite sono le donne: l'oppressione soprattutto delle donne (e oggi anche delle persone omosessuali) e la negazione dei loro diritti, primo fra tutti quello all'eguaglianza giuridica, politica, civile e sociale, costituiscono il più sicuro indicatore e anche l'obiettivo primario di tutti i regimi fondamentalisti, a qualsiasi religione essi si rifacciano.

Ecco perché la battaglia per la laicità delle istituzioni e quella per i diritti delle donne sono le due facce della medesima eterna lotta da quando esiste la civiltà umana: la lotta per la libertà per tutti e per ciascuno.

Saggi di: Massimo L. Salvadori, Gian Enrico Rusconi, Manlio Graziano, Valter Coralluzzo, Marilisa D'Amico, Maryam Rajavi, Monica Lanfranco, Maryam Namazie, Nadia El Fani, Marieme Helie Lucas, Inna Shevchenko, Giulio Ercolessi, Paola Borgna, Adriana Simonato, Ermanno Vitale.
Intervista di: Tullio Monti a Carlo Augusto Viano