QL logo web"Quaderni Laici" è la rivista quadrimestrale, curata ed edita dal Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura Laica "Piero Calamandrei"-Onlus, alla quale contribuiscono i migliori nomi della cultura laica italiana.

“Quaderni Laici” costituisce la sede di discussione e di elaborazione delle nuove frontiere del pensiero laico e dei concetti di democrazia, cittadinanza, costituzione e stato di diritto e  rappresenta l’unica rivista scientifica in Italia dedicata esclusivamente a tali temi.

 

Direttore responsabile:

Calcagno

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Federico Calcagno

 

 

Comitato di redazione:

 

Di Giovine
Alfonso Di Giovine

tulliomonti
 Tullio Monti

pam
Palmira Naydenova 

Cesare
Cesare Pianciola 

rusconi grande
Gian Enrico Rusconi 

 edda
Edda Saccomani

 sales
Paolo Sales
 

massimo3
Massimo L. Salvadori

sbarberi
Franco Sbarberi
CarloAugustoViano
Carlo Augusto Viano
Gustavo Zagrebelsky
Gustavo Zagrebelsky

marco chiauzza 
Marco Chiauzza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Corrispondenza

Rivista Quaderni Laici
Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura Laica "Piero Calamandrei" - Onlus
Via Vassalli Eandi 28,10138 Torino
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QL15 16 coperta copiaIl fine   politico dei fondamentalismi religiosi è conquistare il monopolio del potere sulle menti, sulle istituzioni, sui comportamenti individuali e collettivi. Essi pretendono di affermare il proprio credo come verità assoluta, pensiero unico; sostengono l'incompatibilità della propria con ogni altra  fede; mirano all'omologazione dei modi di vivere, alla sottomissione assoluta di tutti alla sovranità di chi si impone con la forza al vertice. È questo che lega palesemente tali orientamenti nel nucleo essenziale ai grandi e crudeli totalitarismi del Novecento (fascismo, nazismo, comunismo). I nuovi fanatici considerano come valori e principi perversi la libertà degli individui e delle collettività, il pluralismo politico e culturale, una concezione laica dei rapporti tra lo Stato e le religioni, il diritto dei singoli e dei diversi di non essere oppressi dai più forti.

Oggi ad essere il più profondamente dilaniato è il mondo islamico, che, diviso in correnti implacabilmente nemiche in nome dell'unico Dio cui tutte si appellano, fa rivivere le pagine più buie delle lotte civili e religiose scritte dall'Europa cristiana nei secoli XVI e XVII. Ma se i fondamentalismi islamici, contraddistinti dalla volontà di unire potere religioso e civile sottomettendo il secondo al primo, rappresentano le forme più estreme e cruente, ad essere colpiti dal radicalismo fondamentalista sono pure l'induismo, l'ebraismo, il cristianesimo e in alcuni casi persino il buddhismo.

Come contrastare i fanatismi politico-religiosi, come battersi contro di essi in nome non già dell'equivoco concetto di "tolleranza"(pur grande bandiera del passato, oggi però del tutto insufficiente) ma della piena "libertà" per chiunque di vivere in pace e come egli crede, di manifestare sulla scena pubblica la sua visione del mondo, religiosa o non religiosa? La soluzione, oggi come ieri, non può che essere una: la laicità.

E da sempre, quando la laicità cede il passo ai fondamentalismi religiosi, le prime vittime ad esserne colpite sono le donne: l'oppressione soprattutto delle donne (e oggi anche delle persone omosessuali) e la negazione dei loro diritti, primo fra tutti quello all'eguaglianza giuridica, politica, civile e sociale, costituiscono il più sicuro indicatore e anche l'obiettivo primario di tutti i regimi fondamentalisti, a qualsiasi religione essi si rifacciano.

Ecco perché la battaglia per la laicità delle istituzioni e quella per i diritti delle donne sono le due facce della medesima eterna lotta da quando esiste la civiltà umana: la lotta per la libertà per tutti e per ciascuno.

Saggi di: Massimo L. Salvadori, Gian Enrico Rusconi, Manlio Graziano, Valter Coralluzzo, Marilisa D'Amico, Maryam Rajavi, Monica Lanfranco, Maryam Namazie, Nadia El Fani, Marieme Helie Lucas, Inna Shevchenko, Giulio Ercolessi, Paola Borgna, Adriana Simonato, Ermanno Vitale.
Intervista di: Tullio Monti a Carlo Augusto Viano

QL14 coperta b2A partire dal ritardo in Italia nel riconoscimento e nella tutela dei diritti civili rispetto a molti altri paesi occidentali, dall’assenza di una legge sulla libertà religiosa che ponga sullo stesso piano tutte le confessioni, dal confronto, impietoso, con la laicità in Francia, questo numero di Quaderni Laici ripercorre le vicende e le ragioni del Concordato fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, una legge che mette in discussione la laicità delle istituzioni e gli stessi concetti di democrazia liberale e di stato costituzionale e di diritto.

Un percorso dai Patti Lateranensi del 1929 al dibattito in Assemblea Costituente che, nel 1947, portò all’inserimento del Concordato nella Costituzione Repubblicana, dall’istituto delle Intese tra la Repubblica e le confessioni religiose minoritarie al nuovo Concordato del 1984 che, con le sue norme e i conseguenti privilegi, continua a condizionare il nostro paese, dall’insegnamento confessionale del cattolicesimo nelle scuole pubbliche alla pratica dell’otto per mille…

Saggi di: Franco Barbero, Paolo Borgna, Alfonso Di Giovine, Jean-Michel Ducomte, Paolo Flores d’Arcais, Daniele Garrone, Sergio Lariccia, Gianluca Polverari, Giuseppe Ricuperati, Stefano Sicardi, Carlo Augusto Viano.
Intervista di: Tullio Monti a Telmo Pievani

QL13 coperta b2«Dobbiamo o no fare una Costituzione democratica, che abbia alla sua base i diritti di libertà? Tra questi c’è il diritto di eguaglianza di tutti i cittadini, la libertà di religione, la libertà di coscienza». Piero Calamandrei (1947)

La pluralità dei modi di fare ed intendere la famiglia non è un fenomeno recente, al contrario. La storia umana presen­ta un repertorio pressoché inesauribile di modi di organiz­zare e attribuire significato alla generazione e alla sessua­lità, all'alleanza tra gruppi e a quella tra individui: nulla di meno "naturale"e di più socialmente costruito.

Perché allora la pluralizzazione dei modi di fare famiglia ci appare un fenomeno nuovo, un'innovazione talmente radi­cale da apparire ad alcuni un rischio per la stessa coesione sociale?

Al di là dei fenomeni contemporanei che segnalano un'e­terogeneità crescente e una crescente ridefinizione di mo­delli e norme consolidate, in Occidente la storia delle forme di regolazione della famiglia è storia di progressivi allarga­menti del campo di ciò che è riconosciuto come socialmen­te possibile nonché di ridefinizioni dell'equilibrio tra obbli­ghi e diritti individuali.

 

Saggi di: Chiara Bertone, Francesco Bilotta, Michelangelo Bovero, Enzo Cucco, Marilisa D’Amico, Luigi Ferrajoli, Monica Lanfranco, Ferruccio Pastore, Valentina Pazé, Paolo Ribet, Massimo L. Salvadori, Chiara Saraceno, Stefano Sicardi, Carlo Augusto Viano, Vladimiro Zagrebelsky.
Intervista di: Tullio Monti a Giulio Giorello

QL12Se la scienza è un'impresa collettiva che permette di rag­giungere, attraverso sistemi di verifica empirica e di con­trollo incrociato, un accordo su fatti corroborati oltre ogni ragionevole dubbio, quali rapporti esistono tra essa e la de­mocrazia laica?

Apparentate, tanto che le si potrebbero dire "cugine; scien­za e democrazia laica non sono tuttavia coincidenti né so­vrapponibili: esistono, infatti, differenze significative non­ché importanti analogie. Queste ultime derivano dall'ap­plicazione dello spirito critico e della razionalità, dal rifiuto di ogni dogmatismo, fondamentalismo e assolutismo, che conferiscono loro una permanente potenzialità "eversiva'.

Per i suoi metodi, i suoi processi interni e le sue regole, la scienza si rivela quindi una palestra quotidiana di democra­zia e di laicità.

Saggi di: 
Pietro Adamo, Carlo Bernardini, Aldo Fasolo, Orlando Franceschelli, Giulio Giorello, Anna Meldolesi, Manuela Monti, Alberto Piazza, Telmo Pievani, Carlo Alberto Redi

Dibattito: Corrado Augias, Domenico Melidoro, Giancarlo Anello e Khaled Qatam

 

QL 10-11 copertinaPer sua intrinseca natura aperta al pluralismo e al confronto, nel corso del tempo la laicità è stata concepita e perseguita in molti diversi modi: i laici non hanno dogmi da trasmettere,
bensì principi e valori da sottoporre alla comune, ininterrotta riflessione.
Riconducibili a universi culturali differenti, i grandi autori «classici» qui presentati – da Spinoza a Bobbio, passando per Locke, Voltaire e Kant, così come per Tocqueville, Stuart Mill, Croce, Salvemini, Calamandrei… – hanno comunque tutti inteso valorizzare la laicità come fondamento dello Stato e del diritto di ciascuno di diffondere liberamente le proprie fedi al riparo da ogni forma di dispotismo e intolleranza.

 

 

 

ql9Nella prospettiva di una moderna didattica laica si rivela essenziale istituire due nuove materie curriculari obbligatorie,
Educazione alla cittadinanza ed Educazione sessuale, nonché una nuova materia facoltativa, Storia delle religioni e del libero pensiero, che dovrebbe poi sostituire l’insegnamento
facoltativo concordatario della religione cattolica, divenendo obbligatoria.
Uno Stato laico non può infatti abdicare né demandare ad altri la formazione di buoni cittadini, educati al rispetto dei diritti costituzionali di tutti, in primis le minoranze, nonché di esseri umani che conoscano le diverse e possibili visioni del mondo fondate sulle varie religioni o concezioni etiche e capaci di vivere una sessualità serena fondata sul rispetto dei partner.

Editoriale di Tullio Monti

Saggi di:

Maria Bonafede, Paolo Bonetti, Michelangelo Bovero, Marco Chiauzza, Giovanni Filoramo, Carlo Flamigni, Maria Rosa Giolio, Maria Chiara Giorda, Tullio Monti, Nicola Pantaleo, Jean-Jacques Peyronel, Cesare Pianciola, Brunetto Salvarani, Chiara Saraceno

Dibattito: Monica Lanfranco, Maryam Namazie, Shahrzad Sabry, Wassyla Tamzali

Intervista di: Federico Calcagno a Tullio Monti

QL8 ISLAM IN OCCIDENTE 

QL8Non vi è dubbio che l’islam non sia facilmente conciliabile con il relativismo dei valori che sta alla base dello stato democratico, liberale e laico come lo conosciamo storicamente in quanto non contempla la separazione tra stato e religione, dalla quale, anzi, il primo nasce e a cui è sottoposto.
Tuttavia oggi – soprattutto in Occidente – non esiste un unico islam, così come da secoli non c’è più un solo cristianesimo.
Oltre a un islam fondamentalista e integralista, esiste infatti un islam liberale, o potenzialmente liberale, secondo cui il Corano va liberato da incrostazioni e derive veicolate dalla tradizione: un’operazione culturale non semplice né breve che tuttavia porta alla luce ordini di pensiero destinati a scompaginare molte categorie.

QL7

Libertà ed eguaglianza rappresentano i due valori indisgiun­gibili della democrazia.

Secondo la concezione tocquevilliana, esiste «un punto estremo in cui eguaglianza e libertà si toccano e si confondono», come quando tutti i cittadini hanno l'eguale libertà di concorrere al governo della cosa pubblica e vi partecipano in maniera effettiva.

L'accostamento diretto tra libertà ed eguaglianza sub specie libertatis - ovvero la giusta o l'eguale libertà - tipico della tradizione liberale, ha retroagito normativamente sulla tradizione democratica, ponendo la libertà come limite e insieme come complemento necessario dell'eguaglianza.

La libertà è così valore fondativo da estendere a tutti.Come scrive Vittorio Foa: «Il mio diritto non è un credito, è un rapporto da misurare col diritto e le aspettative degli altri ed è misurabile con lo spazio di libertà, di autodeterminazione che dà non solo a me ma anche a quelli cui riesco a pensare».

 

In questo numero:

Prefazione di Sandra Bonsanti
"La libertà eguale ha un futuro" di Franco Sbarberi
"Il contratto dei moderni: da Hobbes a Locke" di Ermanno Vitale
"La legenda del classical liberalism" di Mauro Barberis
"La rivoluzione dei diritti e l'enigma della fraternità. La lezione di Tocqueville" di Regina Pozzi
"Il problema Marx tra passato e presente" di Marco Revelli
"Dispotismo e libertà nel femminismo di J.S.Mill" di Nadia Urbinati
"Hannah Arendt: la politica come libertà" di Olivia Guaraldo
"Bobbio e il modello liberalsocialista" di Michelangelo Bovero
"Il liberalismo 'politico' di John Rawls" di Alessandro Ferrara
"Libertà e giustizia nel proceduralismo di Jurgen Habermas" di Stefano Petrucciani
"Teorie della giusizia da Rawls a Sen" di Salvatore Veca

Nella sezione Interviste: Palmira Naydenova incontra Gustavo Zagrebelsky

 

Le continue supplenzeQL6-coperta piccolo 2 e ingerenze che la Chiesa cattolica mette in essere nei confronti del sistema democratico per modificarne e condizionarne il libero svolgimento, giungendo perfino ad invitare i cattolici alla disobbedienza alle leggi civili da essa ritenute contro la propria morale (e pertanto illegittime), costituiscono un vero e proprio “vulnus” al concetto di democrazia, un vero e proprio appello all’ “eversione” nei confronti dell’ordinamento liberaldemocratico e dello stato di diritto. I “valori non negoziabili”, il non possumus della Chiesa cattolica sono altrettanti macigni lungo la via dell’effettivo riconoscimento del metodo e del sistema democratico da parte della chiesa stessa.

Anche nel campo della libertà religiosa, la breve parentesi conciliare è stata definitivamente chiusa e, quantunque la Chiesa cattolica continui frequentemente a parlare di libertà religiosa, con essa si deve ormai intendere in realtà la libertà ecclesiastica, la libertas ecclesiae, ovvero quella libertà che la Chiesa cattolica, in quanto supposta immagine terrena della volontà di Dio, pretende che venga ad essa soltanto riconosciuta in totale libertà da controlli da parte delle istituzioni civili, con il forte rischio del ritorno ad una visione “confessionista” dei rapporti fra Stato e chiesa. La libertà religiosa (di credere, di credere diversamente o di non credere) si trasforma così nella sola libertà dei credenti e, concretamente, nel dovere degli uomini di credere nell’unico vero Dio: il diritto alla libertà ridiventa in tal modo diritto alla verità, libertà “obbligatoria” di credere nel vero Dio.

Lo Stato della Città del Vaticano, è collocato agli ultimi posti (dopo Cuba, Cina, Iran o Ruanda) nella lista degli Stati membri o associati alle Nazioni Unite che assumono impegni pubblici e ufficiali di carattere internazionale per la difesa e la promozione dei diritti umani: su un totale di circa 110 fra patti, convenzioni, dichiarazioni e protocolli internazionali sui diritti umani lo Stato della Città del Vaticano ne ha sottoscritto soltanto 13: sugli argomenti delle altre quasi cento dichiarazione internazionali, grava da parte della Chiesa cattolica un pesante e imbarazzato silenzio “giuridico”, accompagnato, beninteso, da retoriche, pompose e solenni esortazioni alle altre istituzioni politiche, religiose, sociali e all’umanità intera che le richiamano al rispetto e alla promozione di quegli stessi diritti da essa negati dal punto di vista giuridico.

In questo numero:

"Democrazia, libertà, laicità" di Massimo L. Salavadori
"Coscienza e diritti umani" di Carlo Augusto Viano
"Genealogie illuministiche della libertà religiosa e di un'etica secolare" di Giuseppe Ricuperati
"Il lungo cammino della libertà religiosa" di Gianluca Polverari
"Il controverso rapporto tra chiesa cattolica e democrazia, diritti umani, libertà religiosa" di Tullio Monti
"Democrazia, diritti umani e libertà religiosa tra 'società secolare' e 'rivincita di Dio'. Un punto di vista protestante" di Daniele Garrone
"L'ebraismo italiano in rapporto a democrazia, diritti umani, libertà religiosa" di Tullio Levi
"Democrazia, diritti umani, libertà religiosa. Pratica buddista e sue ricadute sul tessuto sociale" di Paolo Sacchi
Nella sezione Dibattito:
"L'Europa laica e i suoi nemici" di Luciano Pellicani
"L'anticlericalismo risorgimentale di Ernesto Rossi nell'Italia del boom economico" di Simonetta Michelotti
"La libertà. Le libertà" di Gaetano Pecora

Nella sezione Dibattito "Croce e la scienza":
"Emancipiamoci da Croce" di Telmo Pievani
"Croce e Gentile: nemici della scienza o del positivismo?" di Paolo Bonetti

copertinaQL4Il  numero di Quaderni Laici interamente dedicato al 150° anniversario dell'Unità d'Italia

"Amico quant'altri mai della libertà religiosa la più estesa, io desidero ardentemente di veder giungere il tempo in cui sarà possibile di praticarla da noi, quale essa esiste in America, mercé l'assoluta separazione della Chiesa dallo Stato. Separazione che io reputo essere una conseguenza inevitabile del progresso della civiltà, e condizione indispensabile al buon andamento delle società rette dal principio di libertà". (Camillo Benso di Cavour, 26 agosto 1850)

In questo numero:

"Stato e chiesa nel Risorgimento. La laicità nel pensiero di Cavour, Mazzini, Garibaldi e Cattaneo" di Cristina Vernizzi
"La politica ecclesiastica sui rapporti fra Stato e chiesa cattolica nella seconda metà dell'Ottocento" di Sergio Lariccia
"Dalla legislazione eversiva della Legge delle Guarentigie" di Piero Bellini


"La relazione tra Stato e chiesa nell'esperienza storica della Repubblica Romana del 1849" di Mario Di Napoli
"Cavour e il problema della laicità dello Stato" di Adriano Viarengo
"Anticlericalismo e laicità in Garibaldi" di Gian Biagio Furiozzi
"In Mazzini esiste laicità o laicismo?" di Arturo Colombo
"La laicità di Carlo Cattaneo" di Carlo G. Lacaita
"L'emancipazione degli ebrei e dei valdesi nel Piemonte del Risorgimento" di Silvia Cavicchioli
"Rapporti tra massoneria e società segrete risorgimentali. Una questione controversa" di Marco Novarino
"Gli ebrei italiani e il Risorgimento" di Anna Foa
"I valdesi e i protestanti italiani di fronte all'unità d'Italia, 150 anni fa" di Claudio Pasquet

Nella sezione Dibattito "Croce e la scienza:
"Croce normalizzato" di Carlo Augustio Viano
"La scienza: bella senz'anima" di Giulio Giorello

Nella sezione Documenti:
Nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia uno straordinario percorso delle tappe più significative della legislazione liberale sulla laicità e sulla separazione tra Stato e chiesa, e un appassionante approfondimento delle concezioni della laicità nel pensiero dei padri della patria (da Camillo Benso di Cavour a Giuseppe Garibaldi, da Giuseppe Mazzini a Carlo Cattaneo e a Goffredo Mamelli).

ql 3 coperta screen"Le cinque lezioni magistrali sulla laicità proposte in questo numero di “Quaderni Laici” sono state tenute, dal 2007 a oggi, in occasione della consegna del Premio Laico dell’Anno “Adriano Vitelli” – promosso dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni – da Carlo Augusto Viano, Gian Enrico Rusconi, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà e Giulio Giorello.

In questo numero:
"Il ritrono del sacro e le ragioni della laicità" di Carlo Augusto Viano
"Che cosa significa laicità dello Stato. Identità religiosa e cittadinanza costituzionale" di Gian Enrico Rusconi
"La religione come religione civile?" di Gustavo Zagrebelsky
"Laicità e potere sulla vita" di Stefano Rodotà
"Soltanto nella lotta..." di Giulio Giorello

Nella sezione Dibattito:
"Democrazia, diritti e uso della forza pubblica" di Ermanno Vitale

 

Nel centocinquantenario dell’Unità d’Italia, la sezione “Documenti” – curata da Massimo L. Salvadori – presenta una raccolta di estratti dai principali documenti sui rapporti tra Stato e Chiesa cattolica: dal discorso parlamentare in cui, nel 1861, Cavour lanciò la celebre formula «Libera Chiesa in libero Stato» al discorso di Craxi sulla revisione del Concordatodel 1984, passando per testi e interventi di Pio IX, Leone XIII e Pio XI, Sturzo, Croce, Mussolini, De Gasperi, Calamandrei, Nenni e Togliatti.

coperta-QL-S-lght“Preoccupante non è il fatto (costituzionalmente ineccepibile) che la Chiesa cattolica romana operi in Italia da chiesa apostolica e romana. Preoccupante non è il fatto che liberamente essa provveda al proprio compito, siccome d’altronde ben è dato a qualunque altra confessione religiosa, e a qualunque altro centro di edificazione culturale-spirituale-civica.
A sconcertare – in un Paese come il nostro – è il modo in cui il “mondo politico” (per come in concreto è congegnato, e per come interpreta in concreto il proprio ufficio) è solito rispondere alle sollecitazioni prelatizie. Sconcertante il fatto che (quando a pronunciarsi su tematiche di generale interesse sia la gerarchia sacerdotale) ai suoi dettami vada – come da rigore – la incondizionata (quasi “aprioristica”) adesione degli uomini politici…
Col che i ceti dirigenti disattendono l’ufficio di “indirizzo politico” di peculiare spettanza del governo, e disattendono l’ufficio di “mediazione politica” di peculiare spettanza del Parlamento nazionale.
Conta il dovere costituzionale che impegna quei soggetti a farsi interpreti e curatori degli interessi generali:  li vincola ad adoprarsi di far funzionare lo Stato (che è Stato di tutti)... Sta a significare – tutto questo - che le pubbliche persone (…) sono tenute all’osservanza di precisi parametri oggettivi cui si impegnano nell’atto stesso dell’assumere i rispettivi incarichi.”

 "Tra due Italie. Sede apostolica di Roma e storia politica" è un saggio di Piero Bellini.

Nella sezione Dibattito:
"Alcuni problemi della laicità in versione italiana" di Stefano Siccardi
"Alcune osservazioni sulla nozione di 'laicità' " di Vittorio Villa

Copertina_QL2“Nonostante le dimensioni condivise, quali quella giuridica ed economica, il bene comune differisce dal bene pubblico, ossia quello il cui consumo non è esclusivo, come le strade, i monumenti e i giardini pubblici nonché la difesa e la giustizia.

In sostanza, infatti, il concetto di bene comune è un criterio di valutazione: “si persegue, o si ottiene, il bene comune quando si persegue, o si ottiene, una “buona situazione” per la società nel suo complesso. Conta quindi il benessere economico, ma anche la sua distribuzione sufficientemente egualitaria, e contano gli elementi quali la sicurezza personale, un ambiente sano, le libertà politiche, la diffusione della cultura, la solidarietà sociale e tanti altri elementi che contribuiscono a una vita gradevole”.

In questo numero:

"I filosofi e il bene introvabile" di Carlo Augusto Viano
"Pubblica felicità, uguaglianza nella legge, costituzionalismo, diritti dell'uomo. Innovazioni settecentesche ed eredità dell'illuminismo" di Giuseppe Ricuperati
"Economia e bene comune" di Alessandro Roncaglia
"Il patto di cittadinanza" di Salvatore Veca
"La democrazia e le forme del conflitto" di Nadia Urbinati

Nella sezione Dibattito "Pannunzio quarant'anni dopo":
"Pannunzio e il laicismo del 'Mondo' " di Paolo Bonetti
"Mario Pannunzio quarant'anni dopo: il fantasma dell'eredità" di Massimo Teodori

Nella sezione Documenti:
Manifesto laico
Carta dei Principo del Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni
Dichiarazione universale sulla laicità nel XXI secolo
"Secularist Manifesto". Un manifesto laico
L'Ufficio internazionale per la laicità

QL1“Non esisterebbe il progresso dell’uomo, se esso adattasse la sua morale, individuale e collettiva, alla logica della natura: il nostro senso morale e la nostra cultura si sono sviluppato, a volte in consonanza, ma più spesso in dissonanza con i principi “naturali”.
Nella visione laica solo l’individuo è l’unico ed indiscusso sovrano e padrone della propria vita, della quale, non creando danni a terzi, deve poter disporre liberamente in qualsiasi momento, fino al confine estremo della rinuncia consapevole ad essa.
Il personalismo cattolico si ritiene completamente differente, e di fatto  totalmente opposto, all’individualismo secolare, laico e liberale: il personalismo trasforma la verità, e non l’individuo, in norma di moralità, ritenendo che una moralità completamente soggettiva distrugga la comunità umana.
Chi deve essere considerato il proprietario di un corpo inanimato, quando si spegne la coscienza dell’individuo che lo abita? Dio, lo Stato, la famiglia, la classe medica, la chiesa cattolica? Oppure, estrema beffa laica del morente, la proprietà ed il destino del proprio corpo esanime possono essere ancora rivendicati ed esercitati dall’individuo, in nome della sua libertà ed autonomia decisionale?”

In questo numero:

"Natura, vita, persone e corpi: una visione laica" di Tullio Monti
"Persona e protezione" di Carlo Augusto Viano
"Il diritto di avere diritti" di Carlo Flamigni
"Natura e cultura, vita e morte: argomenti teologici per una postura laica" di Daniele Garrone
"Antropoligia della persona: un contributo critico ed esplorativo" di Francesco Remotti
"Il contributo di Darwin" di Alberto Piazza
"Caritas in libertate" di Giulio Giorello
"Animali: persone?" di Valerio Pocar
"Al di là dell'essenza, il linguaggio" di Ugo Volli

Nella sezione Dibattito:

"Individuo, gruppi, confessioni religiose nella Repubblica italiana laica e democratica" di Sergio Lariccia

copertinaQL0“In tutto il mondo si assiste a un ritorno del "sacro" e della dimensione religiosa nella vita di tutti giorni fatto che sembra in apparenza andare contro quello che pareva costituire l'inarrestabile e progressivo fenomeno di secolarizzazione e/o laicizzazione delle società occidentali.
Nella società contemporanea, sempre più multietnica, multiculturale e multireligiosa, la laicità delle istituzioni costituisce il più sicuro punto di riferimento per evitare l'inasprimento di fenomeni di fondamentalismo e integralismo religioso, di ogni matrice, pericolosamente disgregativi del patto di civile convivenza fra tutti i cittadini, uguali e portatori degli stessi diritti e doveri di fronte alle Istituzioni.
In tale scenario, la cultura laica è chiamata con forza a ridestarsi dal torpore a lungo assaporato, in cui l'aveva fatta cadere l'illusione che certe conquiste fossero state acquisite una volta per tutte, almeno nell'Occidente liberale.”

In questo numero:

Presentazione "Attualità della laicità" di Tulio Monti
Introduzione ai Quaderni Laici di Carlo Augusto Viano

Saggi:
"Considerazioni sulle radici storiche della debolezza dello spirito di laicità in Italia" di Massimo L. Salvadori
"Dallo Statuto al Concordato del 1984" di Piero Bellini
"Il problema della laicità nella Costituzione" di Gustavo Zagrebelsky
"Laicità e nuovi diritti" di Stefano Rodotà
"Laicità e democrazia" di Alfonso Di Giovine
"Calamandrei: processo democratico, Costituzione, Parlamento" di Franco Sbarberi