|
Costituzione, laicità e democrazia |
|
|
“In tutto il mondo si assiste a un ritorno del "sacro" e della dimensione religiosa nella vita di tutti giorni fatto che sembra in apparenza andare contro quello che pareva costituire l'inarrestabile e progressivo fenomeno di secolarizzazione e/o laicizzazione delle società occidentali.
Nella società contemporanea, sempre più multietnica, multiculturale e multireligiosa, la laicità delle istituzioni costituisce il più sicuro punto di riferimento per evitare l'inasprimento di fenomeni di fondamentalismo e integralismo religioso, di ogni matrice, pericolosamente disgregativi del patto di civile convivenza fra tutti i cittadini, uguali e portatori degli stessi diritti e doveri di fronte alle Istituzioni.
In tale scenario, la cultura laica è chiamata con forza a ridestarsi dal torpore a lungo assaporato, in cui l'aveva fatta cadere l'illusione che certe conquiste fossero state acquisite una volta per tutte, almeno nell'Occidente liberale.”
Saggi di: Piero Bellini, Alfonso Di Giovine, Tullio Monti, Stefano Rodotà, Massimo L. Salvadori, Franco Sbarberi, Carlo Augusto Viano, Gustavo Zagrebelsky |
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2011 08:52 |
|
Natura, vita, persone, corpi |
|
|
“Non esisterebbe il progresso dell’uomo, se esso adattasse la sua morale, individuale e collettiva, alla logica della natura: il nostro senso morale e la nostra cultura si sono sviluppato, a volte in consonanza, ma più spesso in dissonanza con i principi “naturali”.
Nella visione laica solo l’individuo è l’unico ed indiscusso sovrano e padrone della propria vita, della quale, non creando danni a terzi, deve poter disporre liberamente in qualsiasi momento, fino al confine estremo della rinuncia consapevole ad essa.
Il personalismo cattolico si ritiene completamente differente, e di fatto totalmente opposto, all’individualismo secolare, laico e liberale: il personalismo trasforma la verità, e non l’individuo, in norma di moralità, ritenendo che una moralità completamente soggettiva distrugga la comunità umana.
Chi deve essere considerato il proprietario di un corpo inanimato, quando si spegne la coscienza dell’individuo che lo abita? Dio, lo Stato, la famiglia, la classe medica, la chiesa cattolica? Oppure, estrema beffa laica del morente, la proprietà ed il destino del proprio corpo esanime possono essere ancora rivendicati ed esercitati dall’individuo, in nome della sua libertà ed autonomia decisionale?”
Saggi di: Carlo Flamigni, Daniele Garrone, Giulio Giorello, Sergio Lariccia, Tullio Monti, Alberto Piazza, Valerio Pocar, Francesco Remotti, Carlo Augusto Viano, Ugo Volli |
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2011 08:53 |
|
Tra due Italie |
|
|
“Preoccupante non è il fatto (costituzionalmente ineccepibile) che la Chiesa cattolica romana operi in Italia da chiesa apostolica e romana. Preoccupante non è il fatto che liberamente essa provveda al proprio compito, siccome d’altronde ben è dato a qualunque altra confessione religiosa, e a qualunque altro centro di edificazione culturale-spirituale-civica.
A sconcertare – in un Paese come il nostro – è il modo in cui il “mondo politico” (per come in concreto è congegnato, e per come interpreta in concreto il proprio ufficio) è solito rispondere alle sollecitazioni prelatizie. Sconcertante il fatto che (quando a pronunciarsi su tematiche di generale interesse sia la gerarchia sacerdotale) ai suoi dettami vada – come da rigore – la incondizionata (quasi “aprioristica”) adesione degli uomini politici…
Col che i ceti dirigenti disattendono l’ufficio di “indirizzo politico” di peculiare spettanza del governo, e disattendono l’ufficio di “mediazione politica” di peculiare spettanza del Parlamento nazionale.
Conta il dovere costituzionale che impegna quei soggetti a farsi interpreti e curatori degli interessi generali: li vincola ad adoprarsi di far funzionare lo Stato (che è Stato di tutti)... Sta a significare – tutto questo - che le pubbliche persone (…) sono tenute all’osservanza di precisi parametri oggettivi cui si impegnano nell’atto stesso dell’assumere i rispettivi incarichi.”
Un saggio di Piero Bellini.
Nel Dibattito: Stefano Siccardi e Vittorio Villa |
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2011 08:53 |
|
Bene comune e interesse pubblico |
|
“Nonostante le dimensioni condivise, quali quella giuridica ed economica, il bene comune differisce dal bene pubblico, ossia quello il cui consumo non è esclusivo, come le strade, i monumenti e i giardini pubblici nonché la difesa e la giustizia.
In sostanza, infatti, il concetto di bene comune è un criterio di valutazione: “si persegue, o si ottiene, il bene comune quando si persegue, o si ottiene, una “buona situazione” per la società nel suo complesso. Conta quindi il benessere economico, ma anche la sua distribuzione sufficientemente egualitaria, e contano gli elementi quali la sicurezza personale, un ambiente sano, le libertà politiche, la diffusione della cultura, la solidarietà sociale e tanti altri elementi che contribuiscono a una vita gradevole”.
Saggi di: Giuseppe Ricuperati, Alessandro Roncaglia, Nadia Urbinati, Salvatore Veca, Carlo Augusto Viano.
Nel Dibattito: “Pannunzio quarant’anni dopo”, saggi di Paolo Bonetti e Massimo Teodori.
Viene introdotta una nuova sezione dal titolo “Documenti”. |
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2011 08:52 |
|
Lezioni di Laicità |
|
 |
“Le cinque lezioni magistrali sulla laicità proposte in questo numero di “Quaderni Laici” sono state tenute, dal 2007 a oggi, in occasione della consegna del Premio Laico dell’Anno “Adriano Vitelli” – promosso dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni – da Carlo Augusto Viano, Gian Enrico Rusconi, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà e Giulio Giorello.
Nel centocinquantenario dell’Unità d’Italia, la sezione “Documenti” – curata da Massimo L. Salvadori – presenta una raccolta di estratti dai principali documenti sui rapporti tra Stato e Chiesa cattolica: dal discorso parlamentare in cui, nel 1861, Cavour lanciò la celebre formula «Libera Chiesa in libero Stato» al discorso di Craxi sulla revisione del Concordatodel 1984, passando per testi e interventi di Pio IX, Leone XIII e Pio XI, Sturzo, Croce, Mussolini, De Gasperi, Calamandrei, Nenni e Togliatti.
Integra il volume un saggio di Ermanno Vitale”.
|
|
|
Ultimo aggiornamento Martedì 29 Novembre 2011 07:43 |
|
La laicità nel Risorgimento italiano |
|
|
Il nuovo numero di Quaderni Laici interamente dedicato al 150° anniversario dellìUnità d'Italia
"Amico quant'altri mai della libertà religiosa la più estesa, io desidero ardentemente di veder giungere il tempo in cui sarà possibile di praticarla da noi, quale essa esiste in America, mercé l'assoluta separazione della Chiesa dallo Stato. Separazione che io reputo essere una conseguenza inevitabile del progresso della civiltà, e condizione indispensabile al buon andamento delle società rette dal principio di libertà". (Camillo Benso di Cavour, 26 agosto 1850)
Nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia uno straordinario percorso delle tappe più significative della legislazione liberale sulla laicità e sulla separazione tra Stato e chiesa, e un appassionante approfondimento delle concezioni della laicità nel pensiero dei padri della patria (da Camillo Benso di Cavour a Giuseppe Garibaldi, da Giuseppe Mazzini a Carlo Cattaneo e a Goffredo Mamelli).
|
|
Ultimo aggiornamento Martedì 29 Novembre 2011 07:44 |
|
|